Tecnologie, lavoro e disabilità

La legge 9 gennaio 2004, n. 4 recante “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” (cosiddetta Stanca) è finalizzata a tutelare “il diritto di ogni persona disabile ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici” (art. 1 – comma 1) ed in particolare “il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili, in ottemperanza al principio di uguaglianza ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione” (art. 1 – comma 2).

All’art. 4 – comma 4 la legge prevede che “i datori di lavoro pubblici e privati pongono a disposizione del dipendente disabile la strumentazione hardware e software e la tecnologia assistiva adeguata alla specifica disabilità, anche in caso di telelavoro, in relazione alle mansioni effettivamente svolte”.

I datori di lavoro privati possono provvedere con gli incentivi previsti dalla legge n. 68/99 per l’adattamento del posto di lavoro, mentre i datori di lavoro pubblici provvedono nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

Si riportano di seguito le definizioni di “accessibilità” e “tecnologie assistive” fornite dall’art. 2 della legge n. 4/2004:

a) “accessibilità”: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari;

b) “tecnologie assistive”: gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici.

Con Decreto del Presidente della Repubblica n. 75/2005 è stato approvato il regolamento di attuazione della legge che non specifica ulteriormente i doveri delle imprese e i diritti dei lavoratori, ma definisce esclusivamente i criteri per l’accessibilità, la valutazione dell’accessibilità, la richiesta di valutazione, il possesso dei requisiti di accessibilità (logo, ecc).

Il Decreto Legge n. 179/2012 (c.d. Decreto Crescita 2.0) ha modificato l’art.4 – comma 4 della legge n. 4/2004 attribuendo all’Agenzia per l’Italia Digitale il compito di stabilire le specifiche tecniche delle postazioni di lavoro dei dipendenti con disabilità nel rispetto della legislazione nazionale e internazionale.

L’Agenzia per l’Italia Digitale, con la circolare n. 2 del 23 settembre 2015 stabilisce le specifiche tecniche sull’hardware, il software e le tecnologie assistive per comporre la postazione più adeguata che i datori di lavoro, pubblici e privati, devono mettere a disposizione del dipendente con disabilità (anche in caso di telelavoro), con riferimento alla specifica disabilità  e alle mansioni effettivamente svolte.

La circolare richiama leggi e provvedimenti a tutela dei diritti delle persone disabili.

Si citano in proposito la legge n. 104/92, la legge n. 68/99, il decreto legislativo n. 216/2003 che attua una importante direttiva europea per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro integrato dal decreto legge n. 76/2013 che introduce l’obbligo per i datori di lavoro di adottare accomodamenti ragionevoli per agevolare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, la legge n. 18/2009 che recepisce la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006
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La circolare fornisce ai datori di lavoro, pubblici e privati, gli elementi di riferimento e le linee di indirizzo, non esaustive e suscettibili di aggiornamenti e integrazioni, per adempiere agli obblighi di legge. In tale ottica le specifiche tecniche saranno aggiornate in concomitanza con l’evoluzione degli strumenti disponibili sul mercato. Esse forniscono inoltre elementi utili per l’analisi della postazione di lavoro del dipendente con disabilità, al fine di identificare le tecnologie assistive più idonee per lo svolgimento dei compiti a cui il dipendente è assegnato. Le specifiche tecniche sono rivolte alle persone con disabilità, ma anche a coloro che, nell’ambiente di lavoro, hanno responsabilità decisionali in merito all’organizzazione del lavoro e all’inserimento lavorativo del dipendente con disabilità. Sono destinate inoltre a coloro che si occupano di prevenzione e valutazione dei rischi per la salute, la sicurezza sul lavoro (per la parte riguardante l’hardware, il software e le tecnologie assistive), ai responsabili dei processi di acquisto di beni e servizi informatici, al medico competente, alle strutture preposte e a tutte le altre figure di responsabilità previste dal decreto legislativo n. 81/2008).

Riferimenti normativi:

•    Legge 12 marzo 1999 n. 68: “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”;
•    Legge 9 gennaio 2004, n. 4: “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”;
•    Decreto del Presidente della Repubblica, 1 marzo 2005, n. 75: “Regolamento di attuazione della legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”;
•    Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81: “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;
•    Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179: “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221;
•    Circolare Agenzia per l’Italia Digitale – Presidenza del Consiglio dei Ministri 23 settembre 2015, n. 2 –  “Specifiche tecniche sull’hardware, il software e le tecnologie assistive delle postazioni di lavoro a disposizione del dipendente con disabilità.

Fonte: superabile

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