Open Heritage:il progetto di Google che offre una ricca collezione di monumenti visitabili da computer, smartphone e tablet

Costi spesso esorbitanti e tempo sempre tiranno ci costringono a scegliere con attenzione le mete dei nostri viaggi. Non è facile aggirarsi per il globo alla scoperta delle meraviglie artistiche, ma per fortuna c’è il virtuale. Google Arts & Culture, il progetto artistico-culturale di Big G, ha finalmente svelato Open Heritage, una ricca collezione di monumenti visitabili senza spendere nulla. Basta solo l’aiuto del computer o dello smartphone

 

La nuova iniziativa è stata realizzata insieme a CyArk, organizzazione non profit che dal 2003 scansiona, archivia e condivide il patrimonio mondiale con l’obiettivo di conservarlo, ma anche di stimolare lo studio e la visita dal vivo di ciò che di meglio il nostro mondo ha da offrire.

 Nella pagina dedicata al progetto troviamo diversi contenuti. Prima di tutto ci sono le Expedition overview, vale a dire un’introduzione al luogo che andremo a visitare, con tanti dettagli artistici, culturali e tecnologici.

Nei testi, per ora solo in inglese, vengono spiegate le tecniche utilizzate per ritrarre i monumenti e trasporli in 3D.

Il cuore del nostro viaggio da fermi però sono i modelli 3D (3D Model). Queste ricostruzioni ci permettono di muoverci all’interno dei monumenti come in un’avventura grafica. Con un clic del mouse o un tap sullo schermo eccoci visitare i suggestivi palazzi reali e i monasteri del parco storico di Ayutthaya, in Thailandia, il Tempio di Apollo nell’antica Corinto, in Grecia o monumenti più recenti come il Lincoln Memorial di Washington, negli Stati Uniti.

Tra tanta magnificenza non poteva certo mancare l’Italia. Al momento il nostro Paese conta tre siti visitabili. Il primo è l’antica città di Stabia, c’è poi piazza del Duomo a Pisa e infine, sempre in Campania, Pompei. Va detto però che, stando agli ideatori del progetto, la palma del sito più visitato dai turisti digitali sono le piramidi di Chichén Itzá, l’antica metropoli maya dello Yucatan.

Il progetto di Google e CyArk dà il meglio con i templi di Bagan, in Myanmar. Qui siamo accompagnati in un viaggio che alle mappe e alle ricostruzioni 3D aggiunge anche un’audioguida. I modelli 3D in questo caso vanno oltre il lato ludico e ricreativo. Sono serviti infatti per ricostruire i templi dopo il disastroso terremoto del 2016. Grazie alle fotografie e ai rilievi raccolti prima del disastro, oggi si hanno tutti i dati necessari per portare a termine un un restauro puntuale che riporterà alla vita uno dei siti artistici più importanti al mondo. Se sei pronto, ecco il link. Buon viaggio.

Fonte :www.wired.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *