Miur, anno scolastico 2018/2019: In arrivo un decreto che dovrebbe consentire di recuperare almeno diecimila cattedre

Un decreto che dovrebbe consentire di recuperare almeno diecimila delle 32mila cattedre che non sono state coperte con le assunzioni previste per l’anno scolastico 2018/2019.

Da si apprende dal quotidiano economico ‘Italia Oggi‘, al Miur stanno ragionando su un, un decreto che, di fatto, dovrebbe compensare  tutti i problemi relativi al ritardo dei concorsi riservati.

Il dicastero di Viale Trastevere, infatti, avrebbe intenzione di introdurre una seconda tranche di assunzioni con decorrenza giuridica a partire dal 1° settembre 2018 e decorrenza economica dalla data di sottoscrizione del contratto, tutto questo ripari per cercare di risolvere la delicata questione del ‘flop assunzioni‘.

Il ministro  Bussetti, avrebbe l’intenzione di emanare un provvedimento per sollecitare le commissioni del concorso riservato Fit a chiudere i lavori entro il prossimo 31 dicembre:

Nello stesso momento , il decreto ministeriale predisporrà l’accantonamento dei posti degli aventi titolo in modo che questi docenti possano essere assunti con contratto a tempo indeterminato per effetto dello scorrimento delle graduatorie approvate dall’11 settembre al 31 dicembre.

Per quando riguarda l’anno scolastico 2018/2019, è la scuola dell’infanzia ad aver coperto il maggior numero di posti (81,6 per cento dei posti disponibili).

La percentuale arriva a superare persino il 94 per cento nelle regioni del Sud per scendere al 72 per cento al Nord.

Da segnalare anche la grave carenza di docenti specializzati per insegnare agli studenti disabili: a questo proposito, il viceministro Lorenzo Fioramonti, in occasione di un question time, ha annunciato la ‘prossima attivazione di percorsi di specializzazione sul sostegno per tutti i gradi di istruzione’.

Infatti, cresce di anno in anno la richiesta di sostegno, tra i banchi di classe aumentano  i ragazzi con disabilità certificate ma, dall’altra parte della cattedra, i docenti non sono mai abbastanza.

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