Legge 104: Congedo retribuito, cosa c’è da sapere

Guida, strutturata secondo “domande frequenti” in materia di congedi e permessi dal lavoro.

Assenze in caso di familiare con handicap grave, certificato o non certificato, presenza di altro familiare, frazionamento dei permessi, ammontare dell’indennità, ecc.

Se devo assentarmi per lunghi periodi di tempo per la cura di un familiare, ho diritto al congedo retribuito?

È senz’altro possibile il congedo retribuito nel caso di assistenza di un familiare con handicap grave secondo la Legge 104, o affetto dalla sindrome di Down, o, ancora, grande invalido di guerra (casistica ormai piuttosto grave).

Non è invece possibile il congedo quando l’assistito, pur possedendo invalidità riconosciuta, sia privo della certificazione di handicap grave, a meno che non sia stata attivata la procedura di accertamento presso l’Inps: in questo caso, sarà necessario che il soggetto si presenti presso l’apposita commissione Asl per le verifiche dello stato di salute. Una volta ottenuto il certificato, si potrà legittimamente fruire delle assenza retribuite.

Vorrei usufruire dei congedi retribuiti per l’assistenza di mia madre, che ha un handicap grave, ma ho anche una sorella che potrebbe occuparsene: ne ho comunque diritto?

La normativa sul congedo straordinario retribuito, così come integrata dagli ultimi chiarimenti Inps, stabilisce, per la fruizione, un determinato ordine, tra parenti: coniuge, genitori, figli, fratelli e sorelle.

Ciò vuol dire che il primo beneficiario è il coniuge: in caso di suo decesso, patologia invalidante, o, comunque, mancanza, potranno fruirne i genitori; in loro assenza, si passerà ai figli conviventi, e, in mancanza di questi ultimi, ne fruiranno fratelli o sorelle conviventi. Solo nel caso in cui anche questi ultimi manchino, il diritto potrà trasferirsi a parenti e affini, conviventi, sino al terzo grado.

Per mancanza si intende ogni situazione giuridica assimilabile all’assenza, purchè certificabile: sono dunque ricompresi in tale categoria sia il divorzio, che la separazione legale, ma non quella di fatto.

Per quanto riguarda il Suo caso, oltreché, ovviamente, risultare convivente con Sua madre, dovrà accordarsi con Sua sorella, per la fruizione dei permessi, poiché sono concessi due anni di congedo complessivi per ogni familiare: pertanto, non è possibile che due figlie godano di due anni d’assenza cadauna, ma solo in totale.

Entrambi i miei genitori sono in possesso di certificazione di handicap grave, secondo la Legge 104: posso fruire di due anni di congedo per ciascuno di loro?

In questo, la legge è tassativa: i due anni sono da intendersi come massimo utilizzabile, per ciascun dipendente, nell’intero arco della vita lavorativa. Pertanto, anche se Lei ha più di un familiare per il quale può fruire del congedo, in ogni caso non può superare i due anni totali, comprensivi di tutte le assenze inerenti ogni assistito.

Posso frazionare ad ore il congedo straordinario retribuito ?

Sia l’Inps, che l’Inpdap,ammettono la frazionabilità, ma giornaliera, non oraria.

Se mi assento dal giovedì al lunedì successivo, rientrando il martedì, considerando che non lavoro il sabato e la domenica, quante giornate di permesso mi vengono conteggiate?

In quest’ipotesi, verranno computati, allo stesso titolo, anche i giorni festivi ricompresi entro le giornate di assenza: dunque, anche i festivi ed i non lavorativi andranno a diminuire il monte temporale a disposizione per il congedo straordinario.

Sono un’insegnante, a chi devo presentare la domanda per fruire del congedo straordinario retribuito?

La domanda , che consiste in un’autocertificazione, accompagnata dal certificato Legge 104, va presentata al proprio dirigente scolastico. Per ogni Ente Pubblico è individuato un dirigente responsabile, cui inoltrare la richiesta. I dipendenti privati, invece, presenteranno domanda direttamente all’Inps: dopo che l’Istituto ne avrà vagliato la correttezza formale, e avrà dato l’assenso, si dovrà effettuare la richiesta al proprio datore di lavoro.

A quanto ammonta l’indennità per il congedo Legge 104?

L’indennità corrisponderà alle voci fisse e continuative dell’ultima retribuzione, sino ad un massimo di quasi 48.000€ annuali (cifra rivalutata periodicamente); si ha diritto, inoltre, alla contribuzione figurativa.

Il mio compagno , che convive con me, possiede la certificazione di handicap grave, posso fruire del congedo straordinario retribuito?

Sfortunatamente, la risposta è negativa. Sono infatti ancora escluse dalla disciplina le coppie di fatto, per quanto conviventi, in quanto non esiste una relazione di parentela.

Abito allo stesso civico di mia madre, che assisto, ma risiediamo in appartamenti diversi: possediamo comunque il requisito della convivenza?

La risposta è sì:secondo recenti indicazioni ministeriali, difatti, è sufficiente avere la residenza nello stesso comune e presso lo stesso stabile.

disabilità&diritti

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7 pensieri riguardo “Legge 104: Congedo retribuito, cosa c’è da sapere

  • 7 Novembre 2017 in 4:54
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    assisto mia moglie da tre anni xke ha bisogno di assistenza continua,24ore su 24,per cui non lavoro…ho diritto a qualche sussidio e come fare per averlo?

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  • 10 Novembre 2017 in 8:19
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    Ma possibile che scriviate sempre di persone che assistono. Faccio parte di quel decimo di possessori di legge 104 che è malato e pare che noi non abbiamo il diritto du curare noi stessi, non abbiamo diritto all’aspettativa, e nessuno scrive mai di noi.

    Risposta
    • 10 Novembre 2017 in 9:09
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      Buongiorno signora Laura nel sito può trovare se cerca notizie interessanti che riguardano persone diversamente abili.
      Grazie continua a seguire il nostro sito.

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  • 24 Agosto 2018 in 20:13
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    Se il familiare disabile è residente in una struttura è vero che decade la 104 ?

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    • 25 Agosto 2018 in 0:38
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      Le condizioni essenziali per poter richiedere i permessi Legge 104/92 per assistere il familiare sono:

      certificazione di handicap in situazione di gravità (art. 3 comma 3 Legge 104/1992);
      non sia ricoverato a tempo pieno, intendendosi con ciò, il ricovero per le intere ventiquattro ore presso strutture ospedaliere o simili, sia pubbliche che private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa.

      Risposta
  • 24 Agosto 2018 in 20:16
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    Sono sorella di disabile grave, invalido al 100% e usufruisco dei permessi retribuiti ai sensi L. 104/92 mensili, frazionabili ad ore. Chiedo cortesemente: ai fini INPS e pensionistici, questi permessi vengono considerati malattia? E se si’, tolti dal calcolo della pensione, dunque da restituire?
    Grazie, cordialmente.

    Risposta
    • 25 Agosto 2018 in 0:35
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      I permessi 104 per assistere un familiare con handicap grave sono coperti da contributi figurativi e sono, quindi, validi per la pensione, poiché si tratta di assenze che la legge tutela.

      Anche se i contributi figurativi non sono versati dal datore di lavoro, sono accreditati direttamente dall’Inps e si sommano agli altri contirbuti utili al diritto e alla misura della pensione.

      Risposta

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