Firmato il CCNI riguardante la mobilità territoriale e professionale per l’anno scolastico 2018/19: guide operative MIUR

E’ stato firmato il CCNI riguardante la mobilità territoriale e professionale per l’anno scolastico 2018/19.

Il Contratto,  è il medesimo dello scorso anno scolastico, che è stato dunque prorogato in attesa del prossimo contratto che avrà durata triennale.

Essendo stata confermata la deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia di titolarità e nella scuola in cui si è ricevuto l’incarico triennale, tutti i docenti, compresi i neo assunti (assunti cioè il 01/09/2017), potranno presentare domanda di mobilità sia provinciale che interprovinciale.

 

TEMPISTICA

  • Personale docente: dal 3 al 26 aprile 2018
  • Personale educativo: dal 3 al 28 maggio
  • ATA: dal 23 aprile al 14 maggio 2018

PUBBLICAZIONE MOVIMENTI

  • Scuola dell’Infanzia: 8 giugno 2018
  • Scuola Primaria: 30 maggio 2018
  • Scuola secondaria I grado: 25 giugno 2018
  • Scuola secondaria II grado: 10 luglio 2018
  • Personale educativo: 10 luglio 2018
  • Personale ATA: 16 luglio 2018

COMUNICAZIONE AL SIDI

  • Scuola dell’Infanzia: 11 maggio 2018
  • Scuola Primaria:  11 maggio 2018
  • Scuola secondaria I grado: 5 giugno 2018
  • Scuola secondaria II grado: 22 giugno 2018
  • Personale educativo: 22 giugno 2018
  • Personale ATA: 22 giugno 2018

MODALITÀ PRESENTAZIONE DOMANDE

Il personale docente, educativo e ATA presenta la domanda in modalità telematica, tramite Istanze OnLine, dal:

Il Miur ha pubblicato delle guide per immagini, una per ciascun ordine e grado di istruzione, fornendo informazioni tecniche funzionali alla compilazione delle istanza e indicando quali domande è possibile presentare.

 Nelle guide, quindi, è indicato in quali sezioni accedere per presentare le domande non solo di traferimento ma anche di passaggio di ruolo.
FASI

La mobilità avverrà in due fasi: provinciale e interprovinciale.

ALIQUOTE

Ai trasferimenti interprovinciali è destinato il 30% dei posti disponibili dopo i trasferimenti provinciali. Ai passaggi di cattedra e di ruolo il 10%.

DEROGA AL VINCOLO TRIENNALE

Confermata la deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia di titolarità e nella scuola in cui si è ricevuto l’incarico triennale, per cui tutti i docenti, compresi i neo assunti (assunti cioè il 01/09/2017), potranno presentare domanda di mobilità sia provinciale che interprovinciale.

La domanda di trasferimento sarà unica, sia provinciale che interprovinciale, e le preferenze nell’unico modulo di domanda potranno essere 15, comprensive delle sedi sia provinciali che interprovinciali. All’interno delle 15 preferenze esprimibili, sarà possibile chiedere fino a 5 scuole di uno stesso ambito o di ambiti differenti.

E’ possibile indicare scuole e ambiti territoriali (e province), per cui la titolarità sarà su scuola per chi otterrà il trasferimento in una delle scuole indicate, su ambito se si otterrà il trasferimento su ambito.

Il docente che intende essere trasferito anche su COE  (cattedra orario esterna, ossia cattedre con completamento presso una scuola diversa  deve farne esplicita richiesta nella domanda), altrimenti le preferenze espresse saranno valutate solo per le COI (cattedra orario interna).

In caso di preferenza di ambito o provincia possono essere espressi le seguenti disponibilità: istruzione degli adulti; sezioni carcerarie ove esprimibili; sezioni ospedaliere; licei europei. 

PASSAGGIO DI CATTEDRA/RUOLO

La mobilità professionale comprende due tipologie di movimenti: il passaggio di cattedra e il passaggio di ruolo. Con il passaggio di cattedra il docente chiede una classe di concorso diversa da quella di titolarità, appartenente, però, allo stesso grado di istruzione in cui è titolare.

Con il passaggio di ruolo il docente chiede un ordine o grado di istruzione diverso rispetto a quello di titolarità

DOCENTI NEO IMMESSI E OBBLIGO PRESENTAZIONE DOMANDA MOBILITA’

Prima dell’entrata in vigore della legge 107/2015,  gli insegnanti venivano assunti su sede provvisoria, per poi presentare domanda di mobilità al fine di ottenere una scuola di titolarità.

Con la legge 107/2015,  il docente è assunto su ambito territoriale e poi assegnato (con chiamata diretta o direttamente dall’USP) ad una scuola dell’ambito, con la quale stipula un contratto triennale.

Scaduto il succitato contratto, lo stesso si rinnova in “automatico”, qualora il PTOF dell’istituzione scolastica non preveda dei cambiamenti.

I docenti neo immessi, dunque, hanno facoltà (e non più obbligo) di presentare domanda di trasferimento.

I neo assunti, alla luce delle novità della 107/2015

  • hanno già una sede definitiva con incarico triennale;
  • devono essere inseriti nella graduatoria interna di istituto in coda al pari di tutti gli altri docenti trasferiti a domanda nella stessa scuola al 1/9/2017;
  • non sono obbligati ad inoltrare domanda di trasferimento per ottenere la sede definitiva;
  • la domanda di trasferimento è volontaria;
  • non possono richiedere passaggio di cattedra o di ruolo.

I docenti immessi in ruolo il 01/09/2017, in definitiva, possono presentare domanda di trasferimento ma non quella di passaggio di ruolo/cattedra.

Il divieto di presentazione delle domande di passaggio di ruolo/cattedra discende dal fatto che uno dei requisiti richiesti per la presentazione della predetta istanza, oltre al possesso dell’abilitazione per il posto/classe di concorso richiesta, è il superamento dell’anno di prova (che per gli assunti il 01/09/17 è in corso di svolgimento).

DOCENTI SOPRANNUMERARI

Isindacati firmatari il CCNI 2017/18 che verrà prorogato anche per il 2018/19 hanno garantito al docente soprannumerario di non allontanarsi dalla provincia di titolarità e di muoversi comunque su scuola anche se trasferito d’ufficio.

Ricordiamo infatti che la legge 107/2015 al comma 73 dispone che il personale docente in esubero o soprannumerario nell’anno scolastico 2016/2017 è assegnato agli ambiti territoriali.

Addirittura nella prima bozza della mobilità era anche previsto che il docente in esubero nella propria provincia poteva essere movimentato nelle altre province della regione ai fini di una collocazione.

IL CCNI 2017/18 HA MODIFICATO LA LEGGE 107/2015

Con la firma del CCNI si è scongiurato tutto questo e si è quindi di fatto modificata la legge attraverso il Contratto.

Il docente soprannumerario, infatti, anche se trasferito d’ufficio si muoverà comunque su scuola (e ciò vale anche se il soprannumerario dovesse essere un titolare sull’ambito e non su scuola) e se proprio non dovesse trovare posto si troverà in esubero sul proprio ambito di titolarità (prima si diventata DOP).

Stessa cosa per il docente in esubero che rimarrà comunque nella propria provincia di titolarità senza possibilità di essere trasferito ad altra provincia della regione.

Il personale individuato perdente posto potrà presentare domanda di trasferimento (in modalità cartacea) ed esprimere fino a 15 opzioni, di cui massimo 5 scuole.

  • Nel caso non venga accontentato per le preferenze espresse verrà trasferito d’ufficio, prima dei movimenti a domanda, e assegnato, in ordine di viciniorietà, ad una scuola dell’ambito di titolarità.
  • Qualora non fosse soddisfatto per carenza di posti, il trasferimento avverrà in una scuola di un ambito della provincia rispettando l’ordine di viciniorietà.
  • In ultima analisi resterà in soprannumero sull’ambito che comprende la scuola di precedente titolarità.

DOCENTI SOSTEGNO

La mobilità degli insegnanti di sostegno è condizionata dal vincolo quinquennale di permanenza su tale tipologia di posto.

Tale obbligo non si applica nei confronti dei docenti trasferiti a domanda condizionata in quanto soprannumerari da posto comune o cattedra a posto di sostegno. Pertanto tale personale conserva titolo alle precedenze indicata nell’art. 13 punti II) e V) del CCNI.

Nel computo del quinquennio (che include l’eventuale anno di decorrenza giuridica derivante dalla applicazione del decreto legge n. 255, del 3 luglio 2001, convertito in legge n. 333 del 20 agosto 2001, art. 1, comma 4-bis), è calcolato l’anno scolastico in corso, in sintonia con quanto prevede il comma 8 del succitato art.23

Le domande di mobilità che possono presentare gli insegnanti di sostegno dipendono, quindi, dal superamento o meno del vincolo quinquennale.

MOBILITÀ A PRESCINDERE DAL VINCOLO QUINQUENNALE

Tutti gli insegnanti di sostegno, sia coloro che sono ancora nel vincolo quinquennale, sia chi il vincolo lo ha superato, possono presentare domanda di trasferimento sempre sul sostegno.

Se otterranno il movimento richiesto, questo non determinerà l’interruzione nel calcolo del quinquennio, per i docenti che non l’hanno ancora raggiunto

MOBILITÀ NEL VINCOLO QUINQUENNALE

Gli insegnanti di sostegno che si trovano ancora nel vincolo quinquennale possono partecipare alla mobilità solo per posto di sostegno e non per posto comune o classe di concorso

Questi docenti possono, quindi, presentare le seguenti domande:

1- trasferimento sulla stessa tipologia di posto di titolarità (sostegno)

2- passaggio di ruolo sempre sul sostegno

In seguito al trasferimento prosegue il computo del quinquennio

In seguito al passaggio di ruolo il computo del quinquennio ricomincia nel nuovo ordine o grado di titolarità, come chiarisce esplicitamente l’art.23 comma 11 del CCNI dove si stabilisce che “i docenti che ottengono il passaggio di ruolo su posti di sostegno hanno l’obbligo di permanervi per un quinquennio [….]”

MOBILITÀ SENZA VINCOLO QUINQUENNALE

Gli insegnanti di sostegno che hanno superato il quinquennio di permanenza su questa tipologia di posto hanno la possibilità di decidere liberamente quali domande di mobilità presentare sia sul sostegno che su posto comune o classe di concorso.

Questi docenti, infatti, possono partecipare sia alla mobilità territoriale che alla mobilità professionale, presentando le seguenti domande:

1- trasferimento sia su posto di sostegno che su posto comune

2- passaggio di cattedra

3- passaggio di ruolo sia su posto di sostegno che su posto comune

IL VINCOLO QUINQUENNALE NON È “UNA TANTUM”

Riteniamo utile sottolineare che, in seguito al passaggio di ruolo sul sostegno, il docente pur avendo superato il vincolo quinquennale sul sostegno, dovrà superarne un altro nel nuovo ordine o grado di titolarità.

Il vincolo quinquennale, infatti, non è “una tantum” e si deve ripetere anche in seguito ad un “rientro” nel sostegno nello stesso grado di istruzione dove, negli anni passati, il docente ha già superato il quinquennio di permanenza sul sostegno.

Guida operativa acqusizione domande mobilità Infanzia

Guida operativa acqusizione domande mobilità Primaria

Guida operativa acqusizione domande mobilità primo grado

Guida operativa acqusizione domande mobilità secondo grado

intesa-miur-sindacati-su-proroga-contratto-mobilita-scuola-per-il-2018-2019-del-22-dicembre-2017

 

http://www.istruzione.it/mobilita_personale_scuola/normativa.shtml

 

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