Contratto, sulla valorizzazione del merito nessun dimezzamento e regole per l’assegnazione restano quelle della legge 107

Raggiunto l’accordo tra sindacati e Governo per quanto riguarda il rinnovo del contratto e gli aumenti stipendiali.

Novità per quanto riguarda gli stipendi. Infatti gli aumenti andranno da un minimo di 81 euro ad un massimo di 111.

A questa cifra si aggiungerà anche il bonus premiale di 200 milioni di euro per il merito che  è stato diviso in parti. Una parte (100 milioni) andrà direttamente negli stipendi, l’altra parte andrà a contrattazione e servirà per valutare i docenti e premiarli.

Come già anticipato dalla nostra redazione, il contratto per la mobilità diventa triennale, ma si potrà presentare domanda ogni anno. Però, sono stati inseriti nel contratto nazionale appena siglato dei paletti.

Infatti, sarà impedito ai docenti che hanno ottenuto posto su scuola, dopo le operazioni di mobilità, di presentare domanda per i successivi tre anni.

Stralciata dal contratto la parte che dava libertà ai dirigenti di assegnare incarichi ai docenti, senza che questi ultimi potessero rifiutarli. Inoltre, viene stralciata anche la proposta che voleva portare le ore di attività funzionali ad un monte comune di 80. Resterà in vigore la distinzione 40 + 40.

Viene ribadito nel contratto che le ore di potenziamento comprendono le attività didattiche che hanno quale obiettivo di perseguire gli obiettivi dell’articolo 1, comma 7, della legge 107 che vengono previste dal piano triennale dell’offerta formativa, ulteriori rispetto agli ordinamenti scolastici.

Nessun intervento di modifica per i permessi del personale della scuola, come invece paventato in un iniziale testo. Ci saranno dei semplici adeguamenti alla normativa.

FORMAZIONE DOCENTI

Tolta dal testo l’introduzione della formazione obbligatoria nel contratto. La formazione resterà facoltativa.

SANZIONI DISCIPLINARI

Su questo argomento i sindacati hanno chiesto una sequenza contrattuale specifica.

AUMENTI STIPENDIALI da 81 euro a 110. Tutti gli incrementi per ATA e docenti dall’infanzia alle superiori.

IN BUSTA PAGA PROBABILMENTE DA APRILE. QUANTI GLI ARRETRATI.

Sulla valorizzazione del merito nessun dimezzamento e regole per l’assegnazione restano quelle della legge 107

Nessun dimezzamento della valorizzazione del merito delle e degli insegnanti e ad assegnare il cosiddetto bonus per i docenti previsto dalla legge 107 del 2015, che ha riformato il sistema di istruzione, saranno sempre i dirigenti scolastici. Cosa cambia, dunque, con il rinnovo del contratto siglato il 9 febbraio mattina? Poiché l’articolo 40 del decreto legislativo 165 del 2001 fa rientrare tra le materie di contrattazione anche la valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione dei premi, il testo siglato venerdì scorso, che, va ricordato, è il primo rinnovo che arriva dopo l’approvazione della legge 107, prevede che le scuole contrattino i criteri generali per la determinazione dei compensi previsti dal cosiddetto bonus dei docenti. Quindi non i criteri valutativi, ma i criteri per la determinazione del suo ammontare: ad esempio, il dirigente scolastico e la parte sindacale potranno convenire, in sede di trattativa, di prevedere un valore economico minimo o massimo per il premio individuale. Quelli inseriti nel rinnovo contrattuale sono dei principi di trasparenza che mirano a rafforzare e non a indebolire l’istituto del bonus che, anzi, entra a regime. Resta ferma, poi, la procedura prevista dalle legge 107 del 2015 per la determinazione dei criteri per la valutazione (è previsto un apposito comitato per la valutazione) che non sono soggetti a contrattazione, nonché la competenza del dirigente per l’individuazione dei docenti meritevoli.

L’importo disponibile per il bonus passa da 200 milioni annui a 160 milioni a regime (140 milioni solo nel 2018), pari all’80% di quanto riconosciuto sino ad oggi. Ma potrà crescere, anche superando il valore di 200 milioni, con le contrattazioni future, anche grazie alla costituzione di un unico fondo nel quale confluiscono tutte le risorse accessorie, introdotto all’articolo 39-bis del nuovo contratto. Questo intervento è tra quelli che hanno consentito di giungere ad aumenti medi mensili di 96 euro per i docenti, rispetto al valore medio di 85 euro previsto dall’intesa del 30 novembre 2016.

Nei prossimi giorni il MIUR pubblicherà sul proprio sito una nota completa e complessiva con le principali novità previste dal Contratto.

http://www.miur.gov.it

 

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