Concorso dirigenti scolastici: dai quesiti della prova preselettiva emerge un profilo professionale non coerente con le norme di legge, con il contratto e con il lavoro dei dirigenti scolastici

L’analisi della Struttura di Comparto Nazionale FLC CGIL della dirigenza scolastica evidenzia limiti e criticità dei quesiti della prova

A pochi giorni dallo svolgimento della prova preselettiva che il 23 luglio selezionerà gli 8697 candidati ammessi a sostenere la prova scritta, (a cui si aggiungeranno tutti quelli con punteggio uguale all’ultimo) la Struttura di comparto nazionale della dirigenza scolastica della FLC CGIL rende noti gli esiti di un approfondimento sui quesiti pubblicati il 27 giugno scorso da cui emerge la presenza di riferimenti normativi non sempre legati alle competenze di tipo tecnico-amministrativo e didattico-gestionale che sono richieste al dirigente scolastico e che sono presenti nelle 9 aree tematiche indicate dall’art. 6, comma 3, del decreto Direttoriale 23 novembre 2017- G.U. n. 90 del 24/11/2017.

In particolare è stato rilevato che:

  • nell’Area Tematica 1, relativa alla normativa sul sistema nazionale di istruzione e di formazione e agli ordinamenti appare molto sovradimensionata l‘attenzione ai processi di riforma in atto mentre è del tutto marginale il numero di quesiti sulla normativa relativa all’autonomia scolastica, agli Organi Collegiali della scuola e al loro funzionamento;
  • nell’Area Tematica 2, relativa alle modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, si evidenzia un’impostazione dei quesiti non consona alla tipologia di prova che i candidati dovranno affrontare, perché basata su una bibliografia generale estremamente ampia, spesso non riferita alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali, non sempre adeguata a rappresentare il profilo del dirigente scolastico delineato dalla legislazione vigente anzi in alcuni casi orientata all’esaltazione di una dimensione “manageriale” e “aziendale”, molto lontana dalle funzioni e dai compiti affidati alla scuola pubblica e alla “comunità educante”;
  • nell’Area Tematica 3, che affronta il tema della gestione della programmazione didattica, vengono evidenziati soprattutto gli aspetti di governo del sistema e, solo in misura marginale, quelli della progettazione e della realizzazione dei processi di insegnamento-apprendimento. Anche in quest’area risultano eccessivi i riferimenti alla legge 107/2015 e ai decreti 2017 attuativi delle deleghe, alle relative azioni amministrative del MIUR e all’impianto di valutazione delle scuole presentato con evidenti forzature rispetto alle effettive definizioni normative;
  • nell’Area Tematica 4, riferita all’organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all’inclusione scolastica, all’innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica, l’attenzione è dedicata principalmente agli aspetti di innovazione contenuti nei recenti documenti del MIUR più che alle esperienze pedagogico–didattiche delle scuole;
  • L’Area Tematica 5, relativa all’organizzazione del lavoro e alla gestione del personale, presenta una parte molto estesa sulle possibili responsabilità patrimoniali del dirigente scolastico e riferimenti invece molto ridotti al contratto del comparto Istruzione e Ricerca e alle indicazioni in esso contenute sulle regole di gestione del rapporto di lavoro. Anche in riferimento al numero dei quesiti, quelli che presentano riferimenti alla contrattazione e ai contratti del personale e della dirigenza scolastica sono poco più del 15% del totale, mentre molto più numerosi sono i quesiti sul procedimento disciplinare e sulle sanzioni;
  • L’Area Tematica 6 sulla valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici è quasi del tutto limitata alle recenti innovazioni normative sulla materia;
  • l’Area Tematica 7, che propone quesiti relativi a elementi di diritto civile, penale e amministrativo, accanto a riferimenti che il dirigente scolastico deve conoscere nell’esercizio delle sue funzioni, presenta alcuni riferimenti a “tecnicismi”, in particolare del diritto civile, fin troppo specifici e sovrabbondanti per le competenze che pure il dirigente scolastico deve dimostrare di possedere;
  • l’Area Tematica 8 sulla contabilità dello stato e sulla gestione finanziaria delle scuole contiene riferimenti a norme contabili totalmente estranee alla gestione delle scuole;
  • l’Area Tematica 9, relativa ai sistemi scolastici europei, propone quesiti che, pur desunti da informazioni e dati presenti nella banca dati dei rapporti Eurydice, presuppongono una conoscenza troppo specifica e puntuale dei diversi sistemi scolastici, richiesta più a un soggetto esperto, molto spesso in possesso di competenze specifiche su uno solo dei sistemi dei Paesi UE, che a un dirigente scolastico a cui non è certo richiesto di esercitare un ruolo esperto in questo campo.

L’eccessiva specificità dei quesiti presenti nella banca dati, la mancata conoscenza al momento della pubblicazione del bando di Concorso della bibliografia altrettanto specifica e specialistica da cui sarebbero stati tratti, non ha consentito perciò alla gran parte dei 35.000 candidati di approfondire la conoscenza di molti degli elementi che sono alla base dei 4000 quesiti.

Inevitabilmente, perciò, i quesiti saranno oggetto di una azione di mera memorizzazione che rischia di penalizzare l’attività di studio sistematico messa a punto negli ultimi 5 anni dalla maggior parte dei candidati.

Intanto, grazie ad un attento lavoro di controllo sui 4000 quesiti pubblicati dal MIUR svolto da parecchie decine di dirigenti scolastici di 10 regioni italiane, abbiamo raccolto e inviato al MIUR una puntuale segnalazione relativa a tutti i quesiti di dubbia correttezza formale e, in molti casi, sostanziale.

Seguiremo con attenzione lo svolgimento della prova preselettiva e delle prove successive per controllare che in tutte le fasi del concorso siano rispettate correttezza, trasparenza ed equità della procedura.

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